LGA 2 6 L'Importanza della Potenza Navale

Da DiploWiki.
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Articolo di Strategia Classica
Titolo L’importanza della potenza navale in Diplomacy
Titolo Originale The importance of naval power in Diplomacy
Autore J.C.Hodgins
I Pubblicazione Diplomacy World n° 42
Traduttore Riccardo savini
Nazioni
Fonte Link all'articolo

Fin una prima analisi potrebbe condurre i giocatori ad aspettarsi che le flotte giochino un ruolo maggiore in Diplomacy, non fosse altro che per il fatto che rappresentano metà dei possibili tipi di unità nel gioco. In realtà alla partenza le flotte sono in inferiorità numerica nei confronti delle armate in ragione di 13 a 9 (59% contro il 41%). L’Inghilterra è l’unica nazione ad avere più flotte che armate, la Russia ne ha lo stesso numero di entrambe e tutte le altre potenze hanno il doppio di armate rispetto alle flotte all’inizio della campagna.

Allan Calhamer ci fa notare che “i principianti tendono a sottovalutare le flotte ” in Diplomacy. E’ possibile che la preponderanza di armate all’inizio del gioco conduca i giocatori meno esperti a mettere troppa enfasi su di esse più avanti nel gioco? Può altresì essere che anche i giocatori esperti abbiano trascurato il potenziale delle flotte?

Lo scopo di questo articolo è di mostrare come la potenza navale può giocare un ruolo importante in Diplomacy, forse maggiore di quanto precedentemente riconosciuto. Riconosco che molte delle idee e delle osservazioni a sostegno di questa tesi provengono dal capitolo di Allan Calhaaer in Popular Indoor Games e dalla Gamer’s Guide to Diplomacy di Rod Walker.

Una analisi della mappa di gioco presenta alcune interessanti osservazioni. Delle 56 province sulla mappa, 21 (il 37,5%) sono aree su cui possono agire più flotte che armate, 26 (46,4%) sono zone in cui più armate che flotte possono agire e 19 (il 16,1%) hanno la medesima esposizione ad entrambi i tipi di unità.

Se facciamo la stessa analisi sui centri di supporto, i rapporti sono leggermente differenti. Le flotte possono muovere in 15 (il 44%) dei centri con più forza delle armate, mentre le province (con un centro) nelle quali possono muovere piu armate sono solo 14 (il 41,1%). Ci sono 5 (14,7%) centri con esposizione equivalente mentre solo 7 (il 20,6%) sono totalmente circondati dalla terra contro un totale di 27 (79,4%) centri almeno accessibili alle flotte.

Cosa significano questi dati? Da un punto di vista strategico, ci sono più centri di supporto che possono essere attaccati con più forza da flotte che da armate. Se è vero che il rapporto non e’ certamente schiacciante è anche evidente che le flotte fanno più che semplicemente reggere il confronto da questo punto di vista. Se e’ vero che le armate possono entrare in ogni provincia sulla mappa (alcune sono con assistenza navale) e che ci sono alcune province in cui le flotte non possono entrare del tutto è altrettanto vero che nessuna armata può attraversare spazi di mare senza essere trasportata. Considerando questo appare evidente che le flotte sono una potente forza, in grado di coprire meglio e più efficacemente la mappa di quanto precedentemente realizzato. Non solo le flotte possono attraversare spazi di mare ma possono attaccare il 79,4% dei centri di supporto, il 44,1% dei quali meglio delle armate. Ricordate anche che un’armata continentale non può raggiungere 4 (l’11,4% del totale) dei centri senza aiuto navale. Ad esempio un’armata tedesca non potrebbe invadere l’Inghilterra (o Tunisi) senza prima essere trasportata. All’idea che le flotte siano determinanti viene anche data sostanza da una affermazione del disegnatore del gioco, Allan Calhammer che afferma che “una potenza che guadagna la superiorità navale in una zona di mare può normalmente conquistare la maggioranza dei centri di supporto dell’area”

Un interessante e probabilmente preoccupante pensiero per qualsiasi devoto delle armate.

Italia, Turchia e Francia tipicamente combattono per il controllo del Mediterraneo e l’Austria –con il suo accesso limitato al mare– è costretta a realizzare quanto la potenza navale sia importante; intanto Inghilterra, Germania e Francia (un giocatore indaffarato) combattono per il controllo per l’Atlantico . La Russia, con la sue flotte imbottigliate nel Baltico e nel Mar Nero, normalmente finisce per non controllare nessuna delle due aree .

Ci sono 13 (38,2%) centri di supporto in ogni Area che possono essere presi da flotte. La Spagna, localizzata in entrambe le aree, è in realtà un caso speciale e, di conseguenza, un importante centro di valore strategico. Il controllo di queste Aree è normalmente acquisito inizialmente con la costruzione della maggioranza delle flotte, di modo che ogni attacco possa essere fatto con rapporti di 2 a 1. La difesa viene lentamente spezzata. Vengono catturati e controllati spazi di mare chiave da cui possano essere lanciati attacchi ai centri di supporto; è molto difficile difendere un’armata a Tunisi quando il nemico ha flotte nello Ionio, Tirreno e Mediterraneo Occidentale.

Ora verrà esaminato il trasporto come arma con la quale una potenza può guadagnare la superiorità in una situazione tattica. Rod Walzer ha definito il trasporto come “la più potente mossa in Diplomacy” . Il risultato di un trasporto è, per intenzione e scopo, una mossa di una armata ma nello stesso tempo senza la presenza della flotta non potrebbe avvenire e il potenziale dell’armata non realizzato. Un trasporto, grazie alle sue stesse caratteristiche, ha alcune abilità uniche.

Sono questi fattori che rendono il trasporto una mossa così potente. Il primo è la velocità. Un’armata può muoversi attraverso più di uno spazio se trasportata, consentendo rapido sviluppo verso le linee di fonte o veloci ritirate per la protezione della madrepatria. Catene di trasporti di dimensioni notevoli possono essere organizzate con risultati spettacolari.

Il secondo è la flessibilità. Una flotta può attaccare, supportare oppure trasportare, il che costringe il nemico a tentare di indovinare il suo vero ruolo. Le flotte sono per questo eccellenti per le pugnalate, e la stessa flotta che ha supportato un alleato in primavera può trasportare un’armata per l’attacco alle retrovie dell’ex alleato in autunno.

Il terzo fattore è la sorpresa. Un’armata lontano dall’azione può improvvisamente apparire al fronte attraverso un trasporto. Ad esempio anche un’armata a Londra può potenzialmente essere trasportata a Napoli in un solo turno, sorprendendo il nemico che non avrebbe mai considerato la sua presenza nei suoi piani.

Il quarto fattore è la sicurezza. Un trasporto viene interrotto solo se la flotta trasportante viene sloggiata. Così un’armata può attraversare un’area sotto attacco in completa immunità. Qualora la flotta venisse costretta alla ritirata l’armata rimarrebbe al sicuro alla sua locazione iniziale (supponendo ovviamente non sia sotto attacco supportato anche nella zona di partenza). Un trasporto significa anche muovere meno unità per un attacco con lo stesso risultato. Nella maggioranza dei casi l’unità attaccante deve liberare lo spazio da cui sta attaccando, non nel caso del trasporto. La flotta non solo rimane al suo posto, può anche essere usata per trasportare un'altra armata la stagione seguente. Un trasporto, o anche solo la minaccia di un trasporto, è un’arma potente nell’arsenale di una Potenza.

La forza navale è un prerequisito per la vittoria? Per determinare questo dovremmo analizzare la posizione finale di un numero sostanziale di partite per vedere che parte abbia giocato la forza navale.

Deve però essere osservato comunque che se un giocatore accetta il concetto che la forza navale è importante in Diplomacy, in ogni caso avrà la possibilità di avere un vantaggio su avversari che la trascurino, usandone le potenzialità al massimo.

Io spero che questo articolo possa generare una discussione vitale fra giocatori a proposito della forza navale e che, in qualche maniera, possa aver reso il gioco un poco più divertente e interessante per qualcuno.

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