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Da DiploWiki.

La posta dei lettori

Dopo il numero zero abbiamo ricevuto molti complimenti, che come tutte le manifestazioni di affetto ci stimolano ad andare avanti e a mantenere il ritmo con gli impegni presi. Con un certo timore di dimenticare qualcuno, (che non ce ne voglia!), ce ne han fatti Sergio Giacuzzo, Vladimiro del Sorbo, Filippo Lucchini, Luca Pazzaglia, Davide Cleopadre e i MoltoScarSi Marcus e Montecristo.

Abbiamo ricevuto, fortunatamente, anche qualche consiglio e qualche critica. Vladimiro e Marcus non hanno apprezzato il nome della nostra zine: in effetti Guarnigione Assediata si presta a qualche rischio, ci sfugge per inesperienza il riferimento a Machiavelli (peccato inconfessabile Giovanni e Leonardo non hanno mai giocato); tuttavia, sarà anche che è una nostra creatura, cominciamo ad affezionarci al nome e in parte questa affezione sentimentale sta coinvolgendo il nostro stile di gioco, (NdR almeno quello di Giovanni).

Nella scelta abbiamo scartato idee tipo "Il Corriere Diplomatico", uno stupendo "La Gazzetta dei FREGATI", (paternità di Brunetto Betti, le lettere della parola FREGATI sono anche le iniziali delle 7 nazioni del nostro gioco...) ed abbiamo optato per un nome in qualche modo legato al gioco, alle regole e, dal nostro punto di vista all'approfondimento del gioco stesso. Se riuscissimo, con voi, a sintetizzarci meglio concetti come "l'autosloggiamento è vietato", "muovere i pezzi è quasi sempre meglio dei supporti difensivi a rimanere fermi" potremmo promuovere una modifica del nome. Filippo e Vladimiro ci hanno chiesto una versione scaricabile in PDF, supponiamo anche "stampabile": è nel progetto e prima o poi non mancherà di sicuro; è mancato il tempo di farlo ed abbiamo privilegiato di chiudere il primo numero piuttosto di essere completamente pronti: rispetto ai piani abbiamo avuto quasi due settimane di ritardo. La versione scaricabile in PDF prima o poi arriverà, ma al solito portate pazienza. Vladimiro ha notato la mancanza di due cose, che il prode Leonardo ha subito aggiunto: il riferimento, nelle traduzioni, agli articoli originali e di una presentazione del "Sommo" Edi Birsan, che molti di noi hanno avuto il piacere di conoscere l'anno scorso a San Marino e in altre occasioni in giro per l'Europa e che crediamo sarà certamente presente a Berlino al WDC.

Chiudiamo con una considerazione di Vladimiro sulla sua traduzione: "Riguardo l'articolo sui tornei e the flow of the tournament, la parola flow mi ha messo in crisi: più che flusso, o moda come ho scritto alla fine, ci sarebbe stato bene qualcosa come dove porta la marea, da che parte soffia il vento, la tendenza, ma come vedi una traduzione decente continua a sfuggirmi."

La riprendiamo, in primo luogo per consentirci un grande ringraziamento a Vladimiro sia per il lavoro che per le critiche puntuali e fattuali che speriamo di riuscire ad apprendere, in secondo luogo perché quel pezzo dell'articolo di Birsan, che senza azzardare una traduzione, sembra riferirsi all'anima collettiva di un torneo di Diplomacy, sottolinea piacevolmente che un raduno di giocatori è qualcosa di diverso ed in più di una mera competizione tanto da avere un'anima e un carattere proprio.

Chiudiamo invitandovi ovviamentea scriverci i vostri commenti, a rispondere ai quesiti di tattica e soprattutto a mettervi davanti alla tastiera e scrivere della vostra esperienza diplomatica, da qualsiasi punto di vista.

La redazione < guarnigione AT gmail DOT com >

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