L'assenza di una teoria delle aperture a Diplomacy

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Articolo di Strategia Classica
Titolo L'assenza di una teoria delle aperture a Diplomacy
Titolo Originale The Lack of Diplomacy Opening Theory
Autore Jamie Dreier
I Pubblicazione 1995?
Traduttore Vladimiro Del Sorbo
Nazioni Austria, Inghilterra, Germania, Francia, Italia, Russia, Turchia
Fonte Link all'articolo

Questo è un mio saggio che da arbitro di partite per principianti distribuivo ai giocatori. Fornivo loro alcuni commenti standard (Guida per i giocatori – seconda edizione) sulle loro mosse di apertura, precisando che non avrei espresso molti commenti in seguito. Decisi di spiegare perchè no: perché non c’è niente di generale, standard e utile da dire sulle aperture oltre ai richiami relativamente semplici della Guida per i giocatori.

Ritengo che ci siano due ragioni. È istruttivo paragonare il Diplomacy agli scacchi, che vantano una voluminosa teoria delle aperture, ed al backgammon, che ne ha molta di meno, ma sempre un ammontare sostanzioso. C’è una differenza decisamente ovvia tra il Diplomacy da una parte e gli scacchi ed il backgammon dall’altra, cioè il numero di giocatori: i giochi a due non prevedono coalizioni; tutto ciò che avvantaggia un giocatore a scacchi ed a backgammon è uno svantaggio per “ogni altro giocatore” presente nella stessa partita. E questo significa che la tattica domina completamente questi giochi: una volta trovata la mossa tatticamente migliore saprete che quella è la vostra mossa migliore. A Diplomacy invece è un errore presumere che la mossa tatticamente migliore sia la mossa migliore in assoluto. Mi spiegherò con un esempio: tatticamente parlando, è quasi sempre meglio possedere più centri che averne di meno. Cioè, mettendo a confronto due possibili posizioni future, dal punto di vista tattico dovreste quasi sempre preferire quella in cui possiederete più centri. Ma è un fatto notorio che alcune potenze devono evitare come la peste una veloce espansione iniziale. Questa considerazione è valida per tutte, ma per alcune più che per altre. Particolarmente vulnerabile è la Russia: se ottiene quattro centri nei primi due anni apparira così grossa e minacciosa da far nascere facilmente una coalizione ad essa ostile. E perfino una Russia ad otto centri non può sopravvivere ad un attacco concertato da parte di, diciamo, Inghilterra, Austria e Turchia. Verso la fine della partita questo problema è perfino piu delicato che in apertura.

A parte la velocità di crescita c’è la ricerca di un alleato. È decisamente facile comprendere perché l’apertura Churchill, F(Edi)-NWS, F(Lon)-NTS, A(Lpl)-Edi è superiore, tatticamente parlando, ad A(Lpl)-Yor: A(Lpl)-Edi mantiene la possibilità di trasportare via NWS e non ha svantaggi dal punto di vista tattico rispetto a A(Lpl)-Yor. Ma l’Inghilterra può voler segnalare l’intenzione di allearsi con la Germania, e può sperare di persuadere la Germania a muovere contro la Russia o almeno a restare neutrale in una imminente guerra contro la Russia. A(Lpl)-Yor pertanto è la dimostrazione che l’Inghilterra trasporterà via NTS, lasciando verosimilmente la flotta in NWS libera di muovere nel mare di Barents ed escludendo F(NTS)-Den, F(NTS)-Hol o F(NTS) che muove in Belgio o appoggia una mossa francese verso il Belgio. Se considerazioni diplomatiche favoriscono una alleanza con la Germania A(Lpl)-Yor può essere preferibile alla Churchill a dispetto della sua inferiorità tattica.

Questa è dunque una ragione fondamentale per cui c’è poco nel senso di una teoria delle aperture a Diplomacy: qualunque considerazione tattica possa essere addotta essa può sempre essere messa in secondo piano da quelle diplomatiche. E le considerazioni diplomatiche sono molto meno soggette ad analisi, dipendendo come tali dalla psicologia e da fattori decisamente complessi.

Adesso ecco la seconda ragione, meno ovvia: Allan Callhamer, il creatore del Diplomacy, disse che dopo l’assegnazione iniziale casuale delle potenze a Diplomacy non esiste il fattore fortuna. Si sbagliava: Diplomacy prevede in gran misura il fattore fortuna; vediamo perché.

Per far comprendere il concetto prendiamo questo scenario abbastanza comune: in apertura la Turchia ha fatto pace con i suoi vicini, restando libera di girovagare nel Mediterraneo. Preparando il balzo in Italia, e forse con l’aiuto di una flotta austriaca in Grecia, la Turchia scaccia la flotta italiana nello Ionio, che si ritira nel Tirreno. L’Italia, supponiamo, non ha a disposizione armate per difendere Napoli. La Turchia ha due opzioni principali: può ordinare F(ION)-Tun o F(ION)-Nap. Anche F(ION)-TyS può essere buona, ma ipotizziamo che la Turchia avverta il bisogno di una costruzione se possibile immediata. Anche l’Italia ha due scelte: può difendere Tunisi con F(TyS)-Tun o Napoli con F(TyS)-Nap. Ora, qual’è la mossa migliore per la Turchia? Beh, non c’è una mossa migliore. Supponiamo che F(ION)-Nap sia migliore, e che anche l’Italia la pensi così e ordini F(TyS)-Nap. Ciò significa che per ovvie ragioni F(ION)-Nap non è così buona come F(ION)-Tun! Similarmente F(ION)-Tun non può essere la mossa “migliore”; qui, tout court, non c’è una mossa “migliore”, ci sono solo la mossa migliore posto che l’Italia ordini (F(TyS)-Nap e la mossa migliore posto che l’Italia ordini (F(TyS)-Tun. E la Turchia non sa quale sarà la mossa dell’Italia. Parlando tecnicamente, la Turchia deve adottare una “strategia mista”, un termine della teoria dei giochi. Che sta a significare che la Turchia dovrebbe introdurre un fattore randomizzante, come ad esempio il lancio di una moneta (potrebbe essere usata una moneta truccata – forse la Turchia ritiene che prendere Napoli arrecherebbe più danno all’Italia che prendere Tunisi, e così sposterà l’equilibrio della moneta verso il lato di Napoli). Ma la sua tattica ideale nella strategia mista deve dare qualche chance a F(ION)-Tun e qualcuna a F(ION)-Nap. Va sottolineato che anche l’Italia è obbligata alla stessa strategia, Adesso è ovvio il peso del fattore fortuna: per prendere un centro italiano la Turchia deve essere fortunata, e così l’Italia per mantenere tutti i suoi centri. La fortuna gioco un ruolo importante a Diplomacy.

Nota tecnica: Ho appena spiegato che il Diplomacy è un “gioco di informazione imperfetta”. Questo è un altro termine tratto dalla teoria dei giochi. L’idea è questa: quando si inviano gli ordini non si conoscono gli ordini inviati dagli altri. Dal punto di vista di un teorico dei giochi si può immaginare che gli ordini degli altri giocatori sono stati già inviati ed inseriti nella mappa, ma che voi non potete vedere la mappa. Si dovranno effettuare le mosse in ignoranza parziale della posizione attuale. Avete dunque informazioni imperfette. Dal momento che a scacchi le mosse sono in sequenza questo è un gioco di informazione perfetta. Il backgammon va considerato come un gioco di informazione imperfetta perchè ogni giocatore ignora cosa uscirà dal tiro dei dadi. Immaginate che venga effettuato in anticipo un migliaio di tiri di dadi per ogni giocatore ma che loro non possano vederli e che vengano rivelati uno alla volta. Pensate a questi come ad una parte della posizione, e comprenderete il parallelo col Diplomacy. Il fattore fortuna a Diplomacy fa esplodere il numero di combinazioni di strategie di apertura: ci sono possibilità infinite! La Francia potrebbe ordinare, tra le aperture plausibili, A(Mar)-Bur, o A(Mar)-Spa, o A(Mar) S A(Par)-Bur. E sono tre. Ma potrebbe anche lanciare una moneta per decidere tra A(Mar)-Bur e A(Mar)-Spa. E potrebbe bilanciare la moneta in un infinito numero di modi.

Questa esplosione di possibilità minaccia di rendere ingestibile la teoria delle aperture. L’esplosione in parte può essere temporaneamente contenuta: prendete ad esempio il backgammon, dove sono ben analizzate le prime mosse per ogni possibile risultato dei dadi all’inizio, ma dopo virtualmente non c’è teoria di apertura. Il Diplomacy è simile: entrambi sono giochi di informazione imperfetta, dove la fortuna è un fattore e la varieta di probabilità getta l’analisi nella polvere.

Io credo che questi due fattori – l’esplosione combinatoriale aggravata dall’imperfezione di informazioni e l’infezione tattica di valutazioni di alleanze, coalizioni e diplomazia – sono quelli che rendono il gioco così interessante, e che siano responsabili della rimarchevole assenza nel Diplomacy di una teoria delle aperture utilizzabile.

Commento di Stephen Agar: Anche se riesco a seguire il movente di questo articolo sono in disaccordo con esso su diversi punti. Ad esempio la Northern Opening, Edimburgh Variation (che gli americani chiamano l’Apertura Churchill) non è per niente superiore alla Yorkshire Variation per la semplice ragione che la prima può portare a nessuna costruzione per l’Inghilterra se la Russia apre con una Northern Opening e la Francia ordina F(Bre)-ECH. La mossa in Yorkshire significa che l’Inghilterra può ancora mettere se necessario due unità sulla Norvegia e coprire Londra. In effetti, a meno che l’Inghiltera non abbia una ragione particolare per riservarsi la scelta fra trasportare via NWS o NTS, io affermo che la Yorkshire Variation è indubbiamente la scelta più saggia, e in un suo articolo Richard Sharp l’ha definita “ovviamente superiore”. Il che va a dimostrare che dopo tutto può esserci del merito nel conoscere le basi della teoria in apertura!

Per quanto concerne i lanci di moneta io ritengo che avvengano meno spesso di quanto mostra James. Il dilemma Tunisi-Napoli a cui si riferisce James probabilmente non sarebbe un tale dilemma nella vita reale – saranno altri fattori a determinare piuttosto quale centro preferirà perdere l’Italia se deve, e l’Italia sarà incline a scrivere gli ordini di conseguenza (tentare di azzeccare la mossa turca e perdere il centro di maggior valore sarebbe un gioco men che ottimale, a meno che dati diplomatici non indichino che le chance di successo sono buone). Ci sono cosi tanti altri fattori da prendere in considerazione nel Mediterraneo (Dove sono i francesi? L’Italia otterrà comunque una costruzione in quella stagione? Dov’è la flotta turca più vicina? La Turchia è in posizione utile per trasportare sul corpo del continente? E così via) che la condotta di gioco strategicamente ottimale sarà evidente all’Italia ed ovvie le conseguenze di tentare un doppio bluff e fallire. Io ritengo che la teoria delle aperture a Diplomacy sia utile per il primo anno, non per la prima mossa. A differenza del backgammon la posizione dei pezzi dopo le prime due mosse è cruciale, e la scelta dell’apertura ha diretta influenza su quanti nuovi centri si possono prendere e quanti dei propri centri di partenza possono essere presi da altri. Alcune aperture sono più “sicure” di altre, ma possono portare a minori guadagni (ad esempio una Southern Hedgehog, Porcospino Sud, rispetto ad un Gambetto Balcanico, Variante Budapest).

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