Giocando con l'Austria-Ungheria

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Articolo di Strategia Classica
Titolo Giocando con l'Austria-Ungheria
Titolo Originale Playing Austria-Hungary
Autore Rich Amada
I Pubblicazione
Traduttore EgoLight
Nazioni Austria
Fonte Link all'articolo


Indice

1. Cosa deve fare un "povero" imperatore?

E così il destino ti ha messo al comando dell'Impero Austro-Ungarico, e mentre scuoti la testa sconsolato mormori a te stesso: "Sono fritto!". Beh, questo atteggiamento potrebbe essere un po’ eccessivo, ma la delusione per la presa del comando delle truppe asburgiche non è probabilmente la reazione più rara conosciuta nel mondo di Diplomacy. In effetti posso richiamare a tal proposito il fatto che alcuni miei amici, che conosco dall’età adolescenziale, rifiutano di giocare nelle partite dal vivo se si beccano l’Austria. Per certi aspetti questa “austrofobia” è comprensibile. Statisticamente parlando, l’Austria ha un alto “tasso di mortalità”, e la storia di Diplomacy è disseminata di corpi senza vita di Imperatori coatti caduti quasi subito dopo l’inizio delle partite. Tuttavia dalle statistiche emerge anche che l’Austria è uno dei Paesi con la percentuale di vittoria più alta, e questo, credo, è dovuto al fatto che essa presenti alcune peculiarità.

2. Amicone mio bello!

Lo svantaggio più evidente dell’Austria è la sua posizione, proprio al centro della mappa. Un giocatore alle prime armi potrebbe pensare: “Fico, qui al centro della mappa spaccherò di brutto, basta allargarsi a macchia d’olio!” La verità è ben più triste: è terribilmente difficile mantenere una posizione geopolitica che dai Paesi confinanti è vista come crocevia ed elemento naturale da annettere. L’Austria è dunque un Paese che ad inizio partita è estremamente vulnerabile, ma proprio questo può farla sembrare uno dei Paesi meno minacciosi e quindi una delle potenze più affidabili con cui allearsi ad inizio partita: la vicina Italia solitamente non si aspetta un attacco immediato austriaco; la Turchia è tamponata dai Balcani; il massimo che l’Austria può fare contro la Germania al primo turno è infastidirla con un’armata nel Tirolo o in Boemia (quest’ultimo posto improbabile per l’esercito austriaco nell’autunno del 1901). E la Russia, che credo sia quella potenza che possa provare più timore nei confronti di un’Austria ostile, rischia poco più che la mancata conquista della Romania che, nella maggior parte dei casi, richiede all’austriaco la cooperazione con la Turchia, e in tal caso la Turchia, con alle sue spalle la porta d’ingresso per Sevastopoli, potrebbe apparire la più minacciosa agli occhi dello Zar.

Inoltre, tutti i vicini dell’Austria sanno che se l’Imperatore non si fa in fretta degli amici per lui è finita, mentre guardano le altre nazioni solo per pianificare il proprio piano di conquista. Ben presto le offerte cominciano ad arrivare: “Sta’ con me, amicone bello! Prenderemo un sacco di centri!”. Il saggio Imperatore deve pesare tutte le offerte di amicizia con attenzione perché, come è certo che la Turchia si dirige verso la Bulgaria al primo turno, esiste un’ottima possibilità che qualcuno di questi “amici” si riveli un pericoloso traditore.

Consiglierei all’austriaco di offrire a qualunque potenziale alleato qualcosa che renda questa alleanza molto più appetibile della prospettiva del tradimento. Se l’altro offre qualcosa che può sembrare un buon piano, seguirlo; se non ha un piano ben definito, offrirne uno che preveda un cospicuo vantaggio a lungo termine per entrambi. L’essere vaghi o proporre alleanze non ben definite potrebbe essere accettabile nei confronti di chi è relativamente lontano nella mappa.

3. Prima tappa: Serbia

A Bud-Ser è quasi sempre la prima tappa nella strada dell’espansione austriaca. La Serbia è il centro più semplice da conquistare: è vicino e alla sola portata dell’Austria. Rappresenta un ottimo punto strategico: la posizione centrale, l’essere adiacente ad altri cinque centri, il non essere adiacente al mare e quindi il non poter essere attaccata da flotte la rendono un posto eccellente da cui partire per sostenere altre azioni nei Balcani. Come alternativa c’è il movimento A Bud-Rum, ma è un forte movimento anti-russo e come tale richiede la complicità della Turchia.

Per quanto riguarda la flotta a Trieste, se l’Imperatore non ha intenzione di entrare subito in guerra con l’Italia, il posto migliore per gettare l’ancora è l’Albania: da qui si è a un passo dalla Grecia e in una posizione strategica non indifferente da poter sfruttare se l’Italia non mostrasse buone intenzioni.

L’armata a Vienna si muove a seconda di come si sono mosse le altre due unità e dalla sua destinazione si può capire il prossimo probabile passo dell’Austria: se si muove a Trieste mostra diffidenza verso l’Italia; se si muove nel Tirolo mostra aggressività verso l’Italia; se si porta in Galizia o a Budapest la Russia entra in allarme. Se si hanno dei sospetti su qualcuno, ma non lo si vuole inimicare inutilmente, potrebbe essere saggio suggerire un “rimbalzo a due” che coinvolga l’armata di Vienna.

Esistono due territori importanti sul piano strategico che sarebbe bene convincere le potenze straniere a non invadere: Galizia e Tirolo. Entrambe sono adiacenti a due centri (il Tirolo a Trieste e Vienna, la Galizia a Vienna e Budapest): risulta ben comprensibile come un’unità ostile in queste regioni possa arrecare gravi problemi.

4. Una barca! Una barca!! Il mio impero per una barca!!!

L’Austria è l’unica potenza avente un solo centro costiero, presidiato da una flotta. Ci vogliono ben due mosse affinché tale unità possa essere sviluppata pienamente (o per attaccare l’Italia, o per conquistare la Grecia). Se si entrasse in guerra con una tipica potenza improntata sulla marina (Italia o Turchia), è probabile che l’altra sia invece vostro alleato e insisterà sul fatto che mentre voi vi impegnate sulla terraferma lei combatterà attraverso i mari.

Sebbene ciò possa sembrare un terribile ostacolo all’espansione, io credo che questo “difetto” di centri costieri possa anche fornire un’ulteriore difesa. Le armate, da sole, non hanno sempre l’occasione di farsi largo attraverso una linea di stallo senza un aiuto in mare aperto. In più, non è così rapido per i nemici il posizionare le proprie flotte intorno all’area utile all’Austria per far uscire le sue navi dall’Adriatico.

5. Wilkommen, paisa'!

Austria e Italia sono le uniche due potenze sulla plancia ad avere un centro a testa confinante tra loro: questo fatto genera una sorta di “attrito” tra le due. Malgrado ciò, comunque, viene generalmente considerata buona l’idea di allearsi l’una con l’altra ad inizio partita.

Più spesso che non la rapida entrata in guerra di Italia contro Austria è il risultato di un italiano ambizioso ma speranzoso di fare un “colpo fortunato”. Problema principale di questa strategia però risiede nella posizione svantaggiosa occupata dall’Italia, più debole dell’alleanza Russia-Turchia, e così avviene che, prima di riuscire a penetrare in Austria, l’italiano si ritrovi con ¾ di territorio occupato dalle potenze orientali. A conti fatti, forse, sia l’Austria che l’Italia ottengono un considerevole vantaggio dalla loro alleanza.

6. Una potenza in ascesa

Se sai condurre con abilità le tue relazioni diplomatiche, alléati con potenze “utili” e approfitta delle situazioni fino a metà partita, quando dovrai adottare una politica estera nettamente egocentrica (che non significa comunque egoistica: se le circostanze lo permettono, l’alleato di inizio partita può benissimo fare da spalla). È mia opinione che una volta che l’Austria raggiunge la forza di sei o sette centri di approvvigionamento non sia più un bersaglio facile da abbattere. Infatti, poiché essa si sviluppa in una zona ad alta densità di centri, e poiché per difendere tali centri le è più vantaggioso costruire armate che non flotte, può diventare la potenza che vanta la forza terrestre più impenetrabile sul tavolo; se inoltre le zone cuscinetto rappresentate da Tirolo, Boemia e Galizia non sono occupate da armate nemiche, l’Austria diventa ben presto l’incubo dei suoi vicini e al contempo il sogno di qualunque potenziale alleato. A questo punto l’Imperatore può farsi sentire alzando un po’ la voce, senza però esagerare! Deve essere prudente e non troppo avido: dopotutto, è ancora al centro della mappa e una parola o un’azione di troppo può costargli molto caro. Si possono fare piccole speculazioni su come comportarsi a metà partita Se sia Italia che Turchia sono state ridimensionate (non necessariamente eliminate, ma neutralizzate), la parola d’ordine è: diffidare! È questo infatti il momento più probabile per una coalizione anti-austriaca. Bisogna inoltre fare attenzione a non far cadere le unità in trappola: protendersi verso un obiettivo simulando una grottesca fila indiana, ad esempio, attira gli appetiti degli avversari che avranno gioco facile “tagliando” il cordone; se invece ci si accorge che si è “intrappolati” tra due potenze temibili, potrebbe essere consigliabile attuare uno scambio di territori per farsi strada verso una zona periferica.

7. Traguardo in vista

Dunque: sei arrivato al fine partita e ti batti per la vittoria, eh? Beh, se l’Italia c’è ancora e non sei pronto per dichiararle guerra… adeguati o soccombi! Avrai bisogno di flotte (almeno una nell’Adriatico; se poi un’altra trova posto nello Ionio non guasta). Naturalmente, solo il fatto di costruire una flotta a Trieste o dintorni accende il campanello d’allarme italiano, quindi è bene costruirla quando si è preparati.

Anche la Germania, che spesso e volentieri è il miglior “alleato neutrale” dell’Austria, non starà a guardare (sempre che ci sia ancora, ovvio). Diventa perciò cruciale mantenere il controllo di Tirolo e Galizia: perderle equivale barricarsi in difesa.

Francia e Inghilterra, che potrebbero non aver avuto poi molti contatti con l’Austria, possono essere gli ostacoli più enormi rispettivamente nel Mediterraneo occidentale e nelle province russe, soprattutto se hanno collaborato tra loro. Un conflitto marittimo contro tale schieramento è destinato alla sicura sconfitta dell’Austria che, come già detto, è una potenza improntata più verso il predominio di terra che di mare. La cosa migliore sarebbe avere sotto controllo il Piemonte (una volta sconfitta l’Italia) e l’Europa centrale.

Russia e Turchia sono la minaccia primaria da affrontare, devono essere neutralizzate immediatamente o l’Imperatore si ritroverà schiacciato tra due fuochi.

E se sei riuscito a far quadrare i tuoi conti otterrai la vittoria. Eeeh… no! Questo è Diplomacy, dopo tutto, dove ci sono molte variabili e nessuna garanzia. E comunque tutte le mie considerazioni sono appunto mie, basate su opinioni personali nell’osservare lo svolgimento di diverse partite. Indipendentemente da ciò, buona fortuna e… buon Diplomacy!

Rich Amada

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