Aperture con sacrificio a Diplomacy

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Articolo di Strategia Classica
Titolo Aperture con sacrificio a Diplomacy
Titolo Originale Sacrifice Openings in Diplomacy
Autore Nicky Palmer
I Pubblicazione 1974
Traduttore Vladimiro Del Sorbo
Nazioni Austria, Italia, Germania, Inghilterra, Francia, Russia, Turchia
Fonte Link all'articolo

In un recente articolo sul numero 36 dell’eccellente zine americana The Arena l’editore, Edi Birsan, espresse una opinione, nel modo più amichevole possibile, su una analisi delle aperture nelle partite postali britanniche che Mick Bullock gli aveva inviato. Egli osservò che nelle partite britanniche la Germania non attacca mai la Russia con tre unità nel 1901, che l’Austria non va mai all’assalto dell’Italia con tutto quello che ha e che né la Turchia né la Russia cercano di impadronirsi del mar Nero tanto spesso quanto raccomanderebbe il buon senso, e conclude in generale che noi inglesi siamo carenti in conoscenza teorica delle aperture e per di più un gruppo poco avventuroso, non interessato a cariche selvagge del tipo Gloria o Morte sulle potenze confinanti. Infine espresse la previsione che via via che acquisiremo maggiore esperienza inizieremo a giocare come il giocatore americano medio.

Come inizio per un Diplomacy più avventuroso io vi invito a prendere in considerazione le aperture con “sacrificio”. Il concetto è ben noto negli scacchi, dove prende la forma di pezzi (di solito un pedone) ceduti all’avversario in cambio di un miglioramento posizionale. Vengono giocate non perché sembrino particolarmente sensate – la schiacciante maggioranza, contro un gioco corretto, sembra portare ad uno svantaggio – ma in parte per sorprendere gli avversari ed in parte per divertimento, dato che la maggior parte di esse garantisce un gioco vivace (una eccezione è il gambetto di Donna, ma del resto è uno dei pochi sensati dal punto di vista teorico). Ora, negli scacchi, sorprendere gli avversari è di dubbio valore, anche se alcuni giocatori rendono male in aperture a loro sconosciute. Un problema è anche che la maggior parte dei sacrifici in apertura è abbastanza ben conosciuta, ma il problema principale è che l’avversario può sfruttare mezz’ora di tempo di fronte alla scacchiera prima di rispodere al vostro bizzarro inizio. A Diplomacy, di contro, avrà già mosso quando tirate fuori il coniglio dal cilindro, e molto facilmente avrà già inviato ritirate e costruzioni che prevedeva e che non prendevano in considerazione la vostra strategia di attacco. E dunque la sorpresa è di grande valore a Diplomacy, specialmente nelle partite con autunno e inverno accorpati.

Un sacrificio in apertura a Diplomacy è, per definizione (mia), una apertura in cui la Potenza coinvolta cede una possibilità di ottenere tante costruzioni nel 1901 quante potrebbe, non solo per difendere semplicemente il caro vecchio suolo patrio (la ragione usuale per questo), ma per piazzare meglio le proprie unità per il 1902. Un esempio estremo, chiamato l’apertura anti-Tunisi per motivi che chiarirò, è questa: alla prima mossa l’Italia decide di attaccare l’Austria ed ha motivo di ritenere che la Russia e la Turchia daranno una mano e che la Francia sarà occupata altrove per un anno o due. Come al solito muove le proprie unità verso Tyr, Ven e ION. L’Austria a sua volta o blocca le mosse su Tyr e Ven con le proprie armate oppure no: in entrambi i casi le armate non sono in grado di prendere Trieste da sole a meno che l’Austria non sia sotto forte pressione da parte russa o turca, e nel primo caso neppure allora. Quel che poi di solito fa l’Italia è continuare a mantenere la pressione con le armate, mandare la flotta a Tunisi e costruire una seconda flotta. Nel 1902 ritornerà da Tunisi ed entrerà in ADR e nel 1903, finalmente, Trieste cadrà.

Questa tabella temporale può venire accelerata da una cooperazione russoturca ben ispirata, ma frequentemente questi due potenziali alleati saranno in guerra fra di loro, lasciando solo una unità in avanzo per aiutare contro l’Austria, che nel 1903 può benissimo ritrovarsi fuori pericolo, con due o tre nuove unità ed il potenziale alleato italiano ad Est che avrà perso interesse ad attaccarla. Per di più la Francia può essere lì a respirarvi sul collo. L’apertura anti-Tunisi lascia perdere Tunisi per il 1901 e porta la flotta in ADR. Nel 1902 l’Italia avrà eccellenti possibilità di travolgere le difese di Trieste se la Russia o la Turchia sono pronte ad utilizzare almeno una unità per tagliare gli appoggi austriaci; se uno od entrambi contribuiranno con due unità quasi certamente l’Austria, per l’inverno 1902, sarà agonizzante. Se la scommessa (e tutti i sacrifici in apertura essenzialmente sono scommesse) riesce ed otterrete una costruzione nel 1902 Tunisi sarà ancora a disposizione per voi nel 1903 insieme ad un altro centro austriaco, dando all’Italia sei unità per l’inverno 1903, il che è decisamente buono. Per di più è facile che per alcuni anni sarete sottovalutati dagli altri giocatori dato che vi vedranno ignorare il centro di Tunisi. Il pericolo, naturalmente, è che possiate saltare di nuovo una costruzione nel 1902 se l’Austria indovina le vostre intenzioni, ma in tal caso di certo non andrete da nessuna parte contro di essa senza la flotta in ADR, ed ancora avrete solo quattro unità dopo il 1902 o perfino dopo il 1903, e così probabilmente non ne otterrete comunque un'altra (inoltre, se vi accontenterete di arrivare terzi o quarti, ovviamentenon sarebbe logico un sacrificio, come del resto negli scacchi se si punta ad una patta). Nel complesso state rischiando una eliminazione veloce ed ignominiosa.

Un esempio meno sorprendente (ma più sicuro) è l’apertura di solidarietà celtica, Celtic Solidarity Opening, che consegue al successo di una pugnalata francese all’Inghilterra nella primavera del 1901: Inghilterra: F(Edi)-NWS, F(Lon)-NTS, A(Lpl)-Yor. Francia: A(Par)-Pic, F(Bre)-ECH, A(Mar)-Spa o -Bur. Nell’autunno del 1901 l’Inghilterra probabilmente ordinerà F(NTS) S F(NWS)-Nor, A(Yor)-Lon; non puo lasciare NTS vuoto senza creare un buco per la Germania, e riterrà che il Galles, che non è un centro, sia un obiettivo improbabile. Così la Francia può muovere F(ECH) C A(Pic)-Wal, ed al turno successivo la nuova A(Lpl) non basterà se la Germania taglierà l’appoggio da NTS per Londra, e l’Inghilterra si troverà già con una corda al collo.

Un’altra apertura che è un mezzo sacrificio (dato che nega la possibilità di una costruzione extra e sicura) vede la Russia muovere alla partenza in Galizia ed Ucraina e poi (se la mossa in Galizia riesce) in Boemia e Galizia in autunno; ancora tutto questo funzionerà in quanto l’Austria si aspetterà che la Russia miri a Vienna o Budapest.

Infine c'è l’apertura anti-Tunisi Ovest (Western Anti-Tunis Opening), un esempio dell’effetto potenzialmente devastante della sorpresa in partite con costruzioni preordinate. La Francia ha letto questo articolo e, sghignazzando malignamente, nella primavera del 1901 gioca con successo come prima descritto la prima parte dell’Apertura della Solidarietà Celtica. L’Italia ha appreso in qualche modo quel che sarebbe successo e gioca l’apparentemente innocua F(Nap)-TyS, le armate restano ferme e resta in pace con l’Austria, se necessario spiegando la mossa nel Tirreno come scaturita dal desiderio di mostrare disinteresse per la Grecia. Nell’autunno del 1902 la Francia prende la Spagna, o forse invece il Belgio (se si accorda con l’Inghilterra a danno della Germania) e preordina le costruzioni a Brest e, nel secondo caso, a Parigi, continuando a sghignazzare disgustosamente. Tuttavia l’Italia nell’autunno 1901 muove le sue unità in Piemonte, Venezia e Golfo del Leone e la primavera successiva agguanta Marsiglia, stabilendo una testa di ponte quasi invincibile che si potrà espandere nei turni successivi. In effetti questa è la sola situazione che consenta all’Italia di attaccare la Francia nel 1901/1902 con una certa sicurezza.

Si possono escogitare altre manovre simili se se ne presenti l’opportunità; il fattore comune è l’uso di una mossa a sorpresa per carpire un guadagno certo o possibile. Dal mio punto di vista questa tattica viene utilizzata meglio da Potenze come l’Italia che altrimenti si ritroverebbero handicappate a causa di una partenza lenta. In generale i mezzi sacrifici, in cui si lascia perdere un guadagno che probabilmente non si otterrebbe in favore di una manovra posizionale, si possono facilmente dimostrare proficui, mentre sacrifici veri e propri come l’apertura anti-Tunisi (specialmente quella contro l’Austria) sono molto più dubbi ed andrebbero realmente giocati solo da chi non teme di rischiare un crollo veloce in cambio di un aumento delle chance di vittoria, o solo per divertimento.

Commento di Stephen Agar

Una considerazione degna di rilievo è che questo genere di aperture è di gran lunga meno [più? NdT] efficace se gli altri giocatori fanno uso massiccio di costruzioni condizionate. Devo dire che è molto raro per me ricevere dai giocatori costruzioni veramente condizionate – spesso ottengo solo una lista di costruzioni in ordine di preferenza. Qualche volta l’errore nell’utilizzo adeguato delle costruzioni condizionate può rivelarsi devastante. Ricordo una recente partita in cui, guidando l’Austria, presi Varsavia nell’autunno del 1901. Avevo promesso al giocatore russo che non l’avrei fatto, e non solo mi aveva creduto ed aveva tralasciato di coprirla, ma le sue costruzioni non erano condizionate e così costruì F(StP)nc, il che significa che non aveva niente nella primavera del 1902 per fermare la mossa austriaca A(War)-Mos!

Strategie ad alto rischio degne di approfondimento spesso si focalizzano su: a) l’occupazione nell’autunno del 1901 di uno spazio di mare cruciale che non venga di solito occupato che molto dopo (ad esempio una flotta inglese in MAO, BAR o SKA; una flotta francese in NAO; una flotta tedesca nel Baltico o addirittura in GoB; flotte italiane in TyS, AEG o ADR, una flotta russa nel Baltico, etc.); b) un attacco diretto inaspettato (ad esempio la Germania che muove A(Mun)-Sil, A(Ber)-Pru, la Russia che muove A(War)-Sil, F(StP)-GoB e poi –BAL, l’Austria che muove F(Tri)-ADR, A(Vie)-Tyr, A(Bud)-Tri.

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